
“Spirò a Maiano (Fiesole) il 25 dicembre 1965, alla chiusura del concilio Vaticano II. Moriva così l’ultimo esponente del cattolicesimo integrale, dopo una vita consacrata a combattere gli errori del Modernismo. Davanti ai suoi occhi stanchi e tristi, 60 anni dopo la promulgazione della Pascendi di san Pio X, gli errori condannati dall’enciclica erano riusciti a conquistare i vertici della Chiesa”.
Con questa espressiva definizione descritta da don Ricossa (Sodalitium n.61 del luglio 2007) del nostro caro don Paolo, il CS che di quest’ultimo porta il nome e che cerca indegnamente di ravvivarne la memoria, vuole ricordare la conclusione dell’esistenza terrena di questo Barone che non ha temuto di perdere tutto per guadagnare Tutto al servizio della Verità che ci fa veramente liberi, facendo sue le lotte della Chiesa nella strenua difesa dell’integrità della Fede cattolica. Chi scrive ha sentito personalmente parlare di don De Töth, ancora una decina di anni fa, da alcuni preti della Diocesi di Fiesole che lo avevano conosciuto, in modo molto superficiale, giudicato con molta sufficienza e spesso per sentito dire, facendolo diventare molte volte una macchietta, con episodi più o meno divertenti, che quasi sempre si concludevano col riferirsi alla Rivista Fede e Ragione, commentandola ingiustamente col motto ridicolo di ‘poca fede e meno ragione’.
A Roma, nella cappella dell’Istituto Mater Boni Consilii, la prima Messa del giorno di Natale è stata celebrata in suffragio di don Paolo, al quale ci rivolgiamo con la nostra povera preghiera, affinché ci ottenga la grazia di poter continuare sempre a combattere per il N.S. Gesù Cristo e per la Sua Chiesa, senza paura né vergogna, certi che se confesseremo la Verità che è solo Cristo (come Egli ha detto di Sé) davanti agli uomini, anche Lui un giorno, come ci ha promesso, ci riconoscerà davanti al Padre che è nei cieli.
AUGURI DI UN SANTO NATALE
Con questo contributo il CS don De Töth vuole anche rivolgere i più sentiti e cari auguri con queste parole di don Paolo che ci aiutino ad accogliere come veri e buoni cristiani. Colui che col Suo Natale viene a porre la sua dimora in mezzo a noi, discendendo dai Cieli per noi uomini e per la nostra salvezza:
“Per grazia di Dio – si legge nel numero del 4 gennaio 1925 di FeR – esistono i cattolici che non hanno piegato e che non intendono piegare davanti a nessun idolo; che stanno attaccati alla Chiesa e vogliono difendere i diritti sacrosanti; e che non si vergognano di passare per intransigenti e codini… Ma poi, forse che la verità ha bisogno di grandi eserciti per vincere? No! Perché la verità la sua forza, quella forza e potenza che la fa trionfare, l’ha in se stessa, non nel numero, come erroneamente da molti si crede”.
